venerdì 29 giugno 2012 0 commenti

Smell


E' come con la trementina, le vernici, i campi di grano appena tagliati, l'acqua del mare, i biscotti al cioccolato o l'incenso.  
L'elenco potrebbe essere infinito delle cose di cui mi piace scoprire l'odore, sono un po' come un gatto. 
Ma tu non aver paura se ti annuso. 
Mi piacciono gli odori.  
Anche il tuo.-


sabato 23 giugno 2012 0 commenti

Nodi.

Ho dieci polaroid in camera, che con molta fortuna e poche aspettative potrei riuscire a riguardare tra dieci, forse vent'anni. Non dirmi 'Come stai? In bocca al lupo per gli esami!' come se fosse una frase di circostanza, come se la buona educazione prevalesse su te stesso. Ricevo circa venti auguri al giorno per far estinguere quel povero animale. Cosa vuoi che me ne faccia del tuo?
Eri la mia persona, eri la mia dannata persona. E ora che mi sono scavata col cucchiaino - a piccole dosi, lentamente - ora che non ho con chi dividere la birra e le stronzate, ora che sono vuota e vorrei riempirmi, che faccio ora? Dove la trovo un'altra persona che si prende cura di me?


Sono distratta e stupida, brucio il caffè. Mi affido alla fortuna. Forse crollo, forse ce la faccio. Ma va via. Via.

domenica 10 giugno 2012 0 commenti
Le falene danzano di notte. Gli amanti curiosi le imitano con cura, per divenir leggeri anch'essi, mentre la natura oscilla alla lieve brezza estiva. Dov'è il mio compagno della notte? Ho voglia di danzare tra le spighe imbrunite dal sole.



sabato 9 giugno 2012 0 commenti

Considerazioni.


Credo che la maggior parte della gente vada alle mostre per darsi un tono. E per sperare di mangiare, per poi rifugiarsi nella magra consolazione del vino bianco finito in fretta.
#tristezza
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Questione di punteggiatura.


-Andiamo in un campo.
-E' una proposta?
-E' una promessa. Le proposte hanno il punto di domanda.








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Erri De Luca - I pesci non chiudono gli occhi

“Ti piace l’amore?” 
“Prima di questa estate lo leggevo nei libri e non capivo perché gli adulti si scaldavano tanto. Adesso lo so, fa succedere cambiamenti e alle persone piace essere cambiate. Non so se piace a me, però che l’ho e prima non c’era.”
“Ce l’hai?”
“Sì, mi sono accorto di avercelo. E’ cominciato dalla mano, la prima volta che me l’hai tenuta. Mantenere è il mio verbo preferito.”
“Cos
e buffi dici. Sei innamorato di me?”
“Si dice così? E’ cominciato dalla mano, che si è innamorata della tua. Poi si sono innamorate le ferite che si sono messe a guarire alla svelta, la sera che sei venuta in visita e mi hai toccato. Quando sei uscita dalla stanza stavo bene, mi sono alzato dal letto e il giorno dopo ero a mare.”
“Allora ti piace l’amore?”
“E’ pericoloso. Ci scappano ferite e poi per la giustizia altre ferite. Non è una serenata al balcone, somiglia ad una mareggiata di libeccio, strapazza il mare sopra, e sotto lo rimescola. Non lo so se mi piace.”
“Il bacio che ti ho dato, quello almeno ti è piaciuto?”
“Quello non era dato a me, era sbattuto in faccia a loro due per terra.” 
Seduti di fianco in poca luce, le parole venivano su svelte, a bollicine. 
“Allora te ne devo uno tutto tuo?”
[…]
Era così bellissima vicina, le labbra appena aperte. Mi commuovono quelle di una donna, nude quando si accostano a baciare, si spogliano di tutto, dalle parole in giù. 
“Chiudi quei benedetti occhi di pesce.”
“Ma non posso. Se tu vedessi quello che vedo io, non li potresti chiudere.”
“Da dove ti spuntano questi complimenti, piccolo giovanotto?”
“Che complimenti? Dico quello che vedo.”
“Ora basta.” 
Mi passò le dita sopra gli occhi e poi con quelle dita scese ai lati del naso, passando per la bocca, fino al mento. E poi mi posò le labbra sulla bocca mezza aperta dalla meraviglia.
“Meraviglia,” dissi quando si staccò, facendolo pianissimo.
“Questo era tuo. Te lo chiedo ancora, ti piace l’amore?”
“Be’ sì, se è questo, sì.” 
Pensai che avrei capito tutti i libri da quel momento in poi.
[…]
Se ne aggiunsero ancora, di baci tra le barche. Dopo ognuno mi accorgevo di crescere, più delle ferite. Non chiedeva più di chiudere gli occhi. Vedevo le sue palpebre abbassarsi, e poi serrarsi al momento preciso del contatto di labbra. Mi passò anche le dita tra i capelli, mi studiava la faccia, le spuntava un sorriso e poi di nuovo un bacio. Le mani si facevano carezze.
Restammo seduti di fianco, le ginocchia tirate su. I baci spingevano dai talloni puntati nella sabbia. Risalivano le vertebre fino alle ossa del cranio, fino ai denti. Ancora oggi so che sono il più alto traguardo raggiunto dai corpi. Da lassù, dalla cima dei baci si può scendere poi nelle mosse convulse dell’amore. 
[…]
Ci staccammo, le labbra intorpidite. La via verso le case fu alla cieca, prendendola affiancati. Ad un bivio ci separammo, sciogliendoci le mani senza necessità di altro saluto. 
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