martedì 11 dicembre 2012 0 commenti

Untitled.

Distruggi le speranze
di un amore
perché il suo destino
è comune.

Ma non smetti 
di innaffiare la rosa,
la più bella,
solo perché di lei, dopo,
non resta 
né il dolce
né il pungente
del suo profumo.

Solo il ricordo resta.
Forse.
Di quel che non è mai nato
per paura 
di non prendersene 
abbastanza cura.

Quale strazio 
giace
nella tua mente
per impedirti di cercare
un rifugio migliore
della sabbia
per piantare un seme.

Vivi il giorno
bevendo speranze,
ricordando il profumo
di una rosa mai esistita
se non tra le righe
che a te
ho scritto.

Iris by Mark Arbeit

giovedì 22 novembre 2012 0 commenti

Con un laccio appeso al cuore.


Lo sai che sono debole di cuore? Che le pezze non si cuciono più per quanti buchi ci sono? La sai che da grande volevo fare quella che sogna e sorride. E invece guarda un po'. I sogni chiusi a chiave nel cassetto che a guardarlo fa male e di lacrime non ce ne sono più. E leggo poesie per ritrovarci amore quando ho voglia di abbracci e tutto quello che ho sono le coperte arrotolate intorno a stringere forte. Vorrei solo guidare a 120 venti all'ora con i finestrini abbassati e il vento che mi inumidisce gli occhi e lo stereo alto. Vorrei.. vorrei essere altrove in ogni luogo che vado. Ho il cuore errante e capriccioso che non si accontenta mai. Brutta sorte, quella di un amante.



venerdì 9 novembre 2012 0 commenti

Ritornelli

Non è poi così assurdo, che se si è nudi insieme si possono anche leggere poesie. Sono quei rari paragrafi di vita che vorresti parte di un ritornello.



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Metamorfosi

Metamorfosi della mancanza. Non si spiega. Non ha ragioni. La senti dentro e basta. Quando muta, pulsa, si trasforma e fa male un po’. Non è retorica se dico che mi mancano le sfumature che mi davi, gli abbracci che non mi negavi e le rime che mi sussurravi. Non è mia la colpa se ho bisogno di sentirmi stretta al petto per non avere freddo dentro. Le sciarpe non bastano più.



mercoledì 24 ottobre 2012 0 commenti

Paragrafi di ricordi.

Aprii la finestra e accesi la sigaretta, con un gesto d'abitudine. 
Nella mia testa, un susseguirsi di immagini nitide e non sequenziali. Era come aprire un libro ricco di punteggiatura.
Sei tra gli incisi della mia memoria. Indelebile insieme di vissuti. Come posso ridurti tra due pause, quale meraviglioso errore. Sei ben altro. Sei un tumulto di caratteri scenografici che irrompono tra la mia noia e la voglia di un cambiamento.


Sorseggiando paragrafi nell'ombra, respiro.



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Intimacy

Scrivo ancora di te
come di un fiume che travolge,
come di un vino rosso
che al terzo assaggio ti fa girare la testa.
Leggo ancora di te
tra le pagine dei libri.
Non ho ancora smesso di ubriacarmi
di belle parole dette
e sospese a mezz’aria.
Chiudo gli occhi e mi sembra di essere lì,
con i profili scoperti dai vestiti,
i sorrisi leggeri
e gli sguardi intimi e indiscreti.
Scorgo le tue labbra, nel ricordo,
morse da un bacio-non-bacio.

Giochi di complici amanti.




mercoledì 3 ottobre 2012 0 commenti

Ho scritto di te..

Le parole con cui narri i tuoi poeti
invitano all'ascolto curioso.
Graffi come ruggine e sale
con quegli occhi infossati
e le tue corde penetranti
inumidite dalla pioggia
insistente e leggera del nord.
Il tuo profilo, un bassorilievo
nei ricordi di miele
tra le foschie sul naviglio.
I miei seni, un'ombra sul muro
tra lenzuola increspate
e bicchieri vuoti di vino.

Ho scritto di te a un mendicante di ombre.

Mi affido al ricordo di ore leggere.



mercoledì 22 agosto 2012 0 commenti

Correre e scappare.


Correre e scappare sono due cose diverse. Perchè solitamente si corre VERSO qualcosa e si scappa DA qualcosa. Si può anche correre senza motivo, ma solitamente chi scappa un motivo ce l'ha sempre. E io non ho motivi di scappare e mi piace correre anche senza averne, solo per riempire i polmoni di cose buone.
Non sei un motivo, non sei una scelta. E non scappo da un non motivo. Voglio solo correre. Perché è mille volte meglio, perché respiri e non ti affanni, perché puoi fermarti quando vuoi, non ti nascondi. Vivi.

"Quand le doigt montre le ciel, l'imbécile regarde le doigt."
Non sono il dito che indica il cielo, non sono quella che guarda il dito, non sono il cielo né chi lo guarda. Sono oltre lo sguardo distratto aldilà del dito. Non spetta a me dirti verso che direzione guardare. 

Sei un non motivo e non scappo.
domenica 12 agosto 2012 0 commenti

Titoli di coda

Nessuno legge mai i titoli di coda. Nessuno arriva mai fino infondo nelle cose. Questo penso. E penso anche che non ho più voglia di lasciare le cose a metà. E non so per quale motivo ho bisogno di scriverlo. Forse perché ho bisogno di vederle le cose per crederci sul serio. E ho bisogno di vedere qualcosa ora. Ecco.
giovedì 12 luglio 2012 0 commenti

Vieni a vivere.

Quand'ero piccola lottavo sempre per i miei giocattoli. Lottavo per le mie cose. Ora dovrei lottare per me stessa immagino. Dovrei lottare per quei progetti che si erano fatti in due e realizzarli da sola. Perché io la casa piena di vinili con le pareti colorate la voglio lo stesso. Ma la dovrò riempire per due. Voglio ancora tutte quelle cose.


venerdì 6 luglio 2012 0 commenti

Salsedine


Mi sono stesa su di lui è l'ho abbracciato.
E sapeva di sale.
E il mio seno era contro la sua schiena.
Ed ero in pace.
Ero felice.

venerdì 29 giugno 2012 0 commenti

Smell


E' come con la trementina, le vernici, i campi di grano appena tagliati, l'acqua del mare, i biscotti al cioccolato o l'incenso.  
L'elenco potrebbe essere infinito delle cose di cui mi piace scoprire l'odore, sono un po' come un gatto. 
Ma tu non aver paura se ti annuso. 
Mi piacciono gli odori.  
Anche il tuo.-


sabato 23 giugno 2012 0 commenti

Nodi.

Ho dieci polaroid in camera, che con molta fortuna e poche aspettative potrei riuscire a riguardare tra dieci, forse vent'anni. Non dirmi 'Come stai? In bocca al lupo per gli esami!' come se fosse una frase di circostanza, come se la buona educazione prevalesse su te stesso. Ricevo circa venti auguri al giorno per far estinguere quel povero animale. Cosa vuoi che me ne faccia del tuo?
Eri la mia persona, eri la mia dannata persona. E ora che mi sono scavata col cucchiaino - a piccole dosi, lentamente - ora che non ho con chi dividere la birra e le stronzate, ora che sono vuota e vorrei riempirmi, che faccio ora? Dove la trovo un'altra persona che si prende cura di me?


Sono distratta e stupida, brucio il caffè. Mi affido alla fortuna. Forse crollo, forse ce la faccio. Ma va via. Via.

domenica 10 giugno 2012 0 commenti
Le falene danzano di notte. Gli amanti curiosi le imitano con cura, per divenir leggeri anch'essi, mentre la natura oscilla alla lieve brezza estiva. Dov'è il mio compagno della notte? Ho voglia di danzare tra le spighe imbrunite dal sole.



sabato 9 giugno 2012 0 commenti

Considerazioni.


Credo che la maggior parte della gente vada alle mostre per darsi un tono. E per sperare di mangiare, per poi rifugiarsi nella magra consolazione del vino bianco finito in fretta.
#tristezza
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Questione di punteggiatura.


-Andiamo in un campo.
-E' una proposta?
-E' una promessa. Le proposte hanno il punto di domanda.








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Erri De Luca - I pesci non chiudono gli occhi

“Ti piace l’amore?” 
“Prima di questa estate lo leggevo nei libri e non capivo perché gli adulti si scaldavano tanto. Adesso lo so, fa succedere cambiamenti e alle persone piace essere cambiate. Non so se piace a me, però che l’ho e prima non c’era.”
“Ce l’hai?”
“Sì, mi sono accorto di avercelo. E’ cominciato dalla mano, la prima volta che me l’hai tenuta. Mantenere è il mio verbo preferito.”
“Cos
e buffi dici. Sei innamorato di me?”
“Si dice così? E’ cominciato dalla mano, che si è innamorata della tua. Poi si sono innamorate le ferite che si sono messe a guarire alla svelta, la sera che sei venuta in visita e mi hai toccato. Quando sei uscita dalla stanza stavo bene, mi sono alzato dal letto e il giorno dopo ero a mare.”
“Allora ti piace l’amore?”
“E’ pericoloso. Ci scappano ferite e poi per la giustizia altre ferite. Non è una serenata al balcone, somiglia ad una mareggiata di libeccio, strapazza il mare sopra, e sotto lo rimescola. Non lo so se mi piace.”
“Il bacio che ti ho dato, quello almeno ti è piaciuto?”
“Quello non era dato a me, era sbattuto in faccia a loro due per terra.” 
Seduti di fianco in poca luce, le parole venivano su svelte, a bollicine. 
“Allora te ne devo uno tutto tuo?”
[…]
Era così bellissima vicina, le labbra appena aperte. Mi commuovono quelle di una donna, nude quando si accostano a baciare, si spogliano di tutto, dalle parole in giù. 
“Chiudi quei benedetti occhi di pesce.”
“Ma non posso. Se tu vedessi quello che vedo io, non li potresti chiudere.”
“Da dove ti spuntano questi complimenti, piccolo giovanotto?”
“Che complimenti? Dico quello che vedo.”
“Ora basta.” 
Mi passò le dita sopra gli occhi e poi con quelle dita scese ai lati del naso, passando per la bocca, fino al mento. E poi mi posò le labbra sulla bocca mezza aperta dalla meraviglia.
“Meraviglia,” dissi quando si staccò, facendolo pianissimo.
“Questo era tuo. Te lo chiedo ancora, ti piace l’amore?”
“Be’ sì, se è questo, sì.” 
Pensai che avrei capito tutti i libri da quel momento in poi.
[…]
Se ne aggiunsero ancora, di baci tra le barche. Dopo ognuno mi accorgevo di crescere, più delle ferite. Non chiedeva più di chiudere gli occhi. Vedevo le sue palpebre abbassarsi, e poi serrarsi al momento preciso del contatto di labbra. Mi passò anche le dita tra i capelli, mi studiava la faccia, le spuntava un sorriso e poi di nuovo un bacio. Le mani si facevano carezze.
Restammo seduti di fianco, le ginocchia tirate su. I baci spingevano dai talloni puntati nella sabbia. Risalivano le vertebre fino alle ossa del cranio, fino ai denti. Ancora oggi so che sono il più alto traguardo raggiunto dai corpi. Da lassù, dalla cima dei baci si può scendere poi nelle mosse convulse dell’amore. 
[…]
Ci staccammo, le labbra intorpidite. La via verso le case fu alla cieca, prendendola affiancati. Ad un bivio ci separammo, sciogliendoci le mani senza necessità di altro saluto. 
martedì 15 maggio 2012 0 commenti

La casa dei doganieri


Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.

Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.

Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.

Oh l’orizzonte in fuga dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende...)
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.



E. Montale, Le occasioni

venerdì 11 maggio 2012 0 commenti

Ricordi d'estate

Hai preso dimora presso i miei seni
durante quell'afoso buio estivo.
E torna alle narici il nostro odore
di gelsomini schiusi,
accarezzato dal soffio del vento
leggero di stagione.
Socchiusi gli occhi,
ti osservai nel sonno.
Non avevo bisogno di pupille attente
per guardarti.
Bastava il pulsare nel tuo petto,
sincrono al mio.


M.



giovedì 10 maggio 2012 0 commenti

Cinque grammi

Riesco ad amarci
solo nelle parole che scrivo
e nei disegni che faccio.
Il muro di cinta è così alto
che fatico anch'io a scavalcarlo
di tanto in tanto,
quando mi mancano le carezze
e le ritrovo sul foglio.  
Cinque grammi. 
Di baci che non ti ho mai dato
e di quelli rubati
per nascondermi dal sole.
Di promesse mai mantenute,
di progetti mai realizzati.
D'amore quotidiano.
Di finestre aperte
e lenzuola disfatte. 
Cinque grammi.
Soltanto.
M. 

Ma credi sul serio che per amare ci sia bisogno di sapere come si ama?
- Luigi Pirandello


venerdì 4 maggio 2012 0 commenti

Come Narciso

Sei la musa ispiratrice
dei miei sogni nascosti
e dei miei umili tratti di grafite
su quei fogli che un tempo
mi regalasti.
 
Ho nelle narici il profumo
della tua pelle, ancora.
Buono e puro come quel sorriso
sincero, che di rado mostri
agli osservatori attenti.
 
Nei tuoi occhi mi specchiavo
come Narciso, per vedermi bella
come a te sembravo.
Bugiardo, assecondavi il mio intimo respiro
e i miei capricci.
 
Ti dedico ancora i miei scritti
come vedi, o Musa.
E ti porgo l'altra guancia
per l'amore che in me riservo
verso la tua persona.
 
M.
http://www.flickr.com/photos/conradroset/
venerdì 16 marzo 2012 0 commenti

Che ore sono?

-Che ore sono nella tua vita adesso?
-Le sei circa, o giù di lì.
-Perché proprio le sei?
-Perché non c'è tramonto più bello, di quelli che ho visto, che non sia stato sbirciato dalla tua finestra. Perché adoro come ti si colorano gli occhi di arancione. Perché le lenzuola stropicciate dopo l'amore sono più belle colpite dagli ultimi raggi tardivi. Perché Le sei è l'ora perfetta. E' la quiete: non lavori, non studi, non mangi. Perché il mio orologio è fermo alle sei dell'ultimo tramonto che mi ricorda quanto sono stupida. Perché alle sei la casa è vuota e vorrei averti accanto.



venerdì 9 marzo 2012 0 commenti

Broken toys.

Smettiamola di farci la guerra
che non ci restano che missili di creta
e soldatini stanchi,
alle marionette s'è rotto il filo.

Non sono una bambola di porcellana
sta tranquillo che non mi rompo più
se non mi fai cadere.
Son venuti giù dal soffitto
i cartoni dei giocattoli rotti.

Non mi rompo più.
Non lo faccio più.
Lo giuro.


mercoledì 7 marzo 2012 0 commenti

Rain.


Mi regali il sole
e neanche lo vedi
con gli occhiali scuri.
Hai aperto persino l'ombrello.

..piovono favole.

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Caramelle alla frutta

Sputi baci neanche fossero
caramelle alla frutta.
Li accartocci tra i capelli
e me ne dai un po'.
Come si fa con i bambini
per vederli col sorriso.

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Honey.

Mettili al sole quegli spilli!
che pungono peggio delle api.
Il caldo li scioglie
come il burro sul pane caldo.
Mangio miele a colazione, ormai
..e aspetto il sole
che gli spilli son troppi.

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.

M'hai riempito i polmoni di farfalle
e ora non so più che farmene
delle tue virgole tra i bronchi.
Ho preso appuntamento con la primavera
in anticipo.
Mi porterà i fiori del tuo giardino incolto
e li raccoglierò, con cura.

Ho i polpastrelli già sporchi di caffè.
Buongiorno.-

giovedì 1 marzo 2012 0 commenti

Nel tuo blu.

Vorrei regalarti la luna del pomeriggio,

che nessuno sguardo è posato su di lei.

Nessun desiderio

ne frenetica illusione accoglie.

Mentre il sole ancora giace

nel tuo blu.


giovedì 26 gennaio 2012 0 commenti

I've lied you..

T'ho mentito, come si mente ai bambini quando ti fanno domande scomode e non sai che rispondere.
T'ho mentito, come se l'unica soluzione fosse evitare il tuo sguardo e fuggire via con le palpebre chiuse e rivolte altrove.
Quasi a nasconderlo il sonno che non riesco a scontare la notte e le guance umide.
T'ho mentito perché non aveva senso altrimenti, perché era la cosa giusta. Di certo non migliore. Non per me.
Di nuovo qui. A subire la pioggia e il temporale quando volevo soltanto un po' di sole.
E' proprio inverno.

martedì 10 gennaio 2012 0 commenti

To define is to limit..


“Decay fascinates me more.”
“What of Art?” she asked.
“It is a malady.”
“Love?”
“An illusion.”
“Religion?”
“The fashionable substitute for Belief.”
“You are a sceptic.”
“Never! Scepticism is the beginning of Faith.”
“What are you?”
“To define is to limit.”
“Give me a clue.”
“Threads snap. You would lose your way in the labyrinth.”
“You bewilder me [...]"
(The Picture of Dorian Gray, Oscar Wilde, Chapter 17)
venerdì 6 gennaio 2012 0 commenti

Chimere


Anche il vento lamenta la tua assenza, non senti?
Non erano forse promesse sussurrate al buio quelle che non mantieni dopo tempo?
Ci sono sogni di carta nel mio cassetto e il tuo profumo l'ho dimenticato quasi fosse una chimera.
Quanto tempo si può trascorrere in un armadio a nascondersi dai fantasmi prima di uscir fuori ad affrontar la vita?

"Dammi un filo da seguire", sperando che non si spezzi.

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