domenica 1 maggio 2011 1 commenti

Le lenzuola blu



E mi viene in mente quando ero piccola e papà mi leggeva le favole e al "e vissero per sempre felici e contenti" credevo che il mio principe azzurro sarebbe stato sempre lui, quando ero piccola e la domanda "che vuoi fare da grande" non era necessaria, quando vai nei vecchi cartoni pieni di polvere e sorridi guardando le polaroid dei tuoi genitori ingiallite dal tempo.
Non è necessario attivare la fantasia con molti sforzi per immaginarlo quel futuro, eppure la mia favola preferita era Peter Pan, lui che non voleva crescere mai. E ora invece, mi affanno a crescere e a scappare da qui.
In fondo quell'equilibrio qui non l'ho mai avuto senza le pareti verde acqua e la tua chitarra. 
"Dai amore, suona qualcosa!"-" Ma no dai non mi va, e poi.. poi è tutta scordata non senti?"
Chissene frega, la mia vita è sempre stata scordata, cosa vuoi che me ne importi della tensione di sei corde?!
"Dai, metto su un pò di musica" ed eccola lì, mi metti su i Cure. Cosa posso farci io se sei così carino quando mi abbracci mentre c'è Close to me?!
E si che la immagino casa mia, con le pareti scure e il parquet, piena di cd e vinili, un giradischi  e le tende colorate. E poi ancora le lenzuola blu, come la notte. E le polaroid. Ma sì, perchè tutto questo digitale, queste modifiche, la voglio subito la foto appena scattata. Istantanea di un ricordo futuro.
E voglio una stanza per dipingere, con l'odore della vernice e della trementina. Tutta sporca di colore. Che meraviglia! 
Sì, sarebbe bello continuare a suonare questa vecchia chitarra scordata senza sapere le note. E' bello improvvisare infondo. E' bello sperare.
Chiudo gli occhi e ti bacio. E' tardi devo andare. La macchina è lì che mi aspetta, come tutte le domenica sera.
E' stata una bella giornata. Domani è ignoto, ma forse è meglio così.



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