mercoledì 25 agosto 2010

Null'altro

E in quel momento non le importava  del disordine che il vento creava tra le sue morbide ciocche di capelli, cornice perfetta per la sua testa matta. A lei piaceva il disordine, era la sua fonte d'ispirazione. E non se ne sarebbe mai privata. 
Come poteva farlo? Si nutriva di quella linfa come se fosse nettare proibito.
Musica e Giappone. Un foglio bianco e una matita. Null'altro. Non aveva bisogno di alcunchè.
La matita tra le sue mani trasponeva l'anima sul foglio senza che lei se ne accorgesse. Semplicemente veniva fuori da sola.
Come quando sboccia un fiore. E' inevitabile che succeda ad un certo punto, eppure accade.
Ed adorava osservare il virginale bianco del foglio mutare forma, respirare l'odore d'inchiostro e grafite, nutrire i suoi occhi con un'immagine riflessa della sua anima.
Ossì, c'era una parte di lei su quel foglio e la donava al mondo. Era un arcobaleno, lo nota solo l'attento osservatore.
Osservare. Scorgere ogni minimo dettaglio, all'apparenza privo di interesse, che il semplice vedere non ti permette di cogliere.
Osservare ti permette di vedere oltre. E lei ogni volta lo faceva. Vedeva oltre. E rinasceva, da un segno di grafite.
 

2 commenti:

lillo ha detto...

bello, ma non ho ben capito se è una cosa che hai scritto tu o una citazione...

Michela ha detto...

L'ho scritto io :)

Si è verificato un errore nel gadget
 
;