sabato 17 aprile 2010

Gli spazi in bianco..


“Ho scelto la calligrafia, la ricerca del senso perfetto per ogni parola. Per vergare una semplice lettera dobbiamo riversare in essa tutta la forza che contiene, come se ne scolpissimo il significato.”
Cos’è poi un significato, se non l’immagine di quello che per noi quella parola rappresenta. Ma l’immagine non può essere convenzione perché ogni paio d’occhi guarda, osserva e giudica in modo assolutamente soggettivo.
“riguarda ogni cosa che trasponiamo sulla carta. Perché la mano che traccia il segno riflette l’anima di chi scrive.”
Ed è forse per questo che percepisco il desiderio di scrivere quando l’anima è in tumulto, quando è satura e vuole esplodere.
“La prima lezione –forse la più difficile–  fu: ‘Pazienza!’ Scrivere non è solo un atto per esprimere un pensiero, ma un gesto per riflettere sul significato di ogni parola.”
Riflettiamo sul serio sul significato che le parole e sul peso che esse hanno su chi ascolta? Non credo! Molte volte si parla per dar fiato alla bocca, articoliamo le labbra per ottenere un suono inutile e che non fa che creare disordine. Si dovrebbe parlare solo quando si è certi di conoscere realmente il significato che hanno le parole che da noi pronunciate vengono poi udite da altri.
“Se tutte le persone fossero unite, non avrebbe senso, oppure la loro comprensione sarebbe molto più complicata: è necessario che vi siano degli spazi. E benché tu riesca a dominare le parole, non sei ancora in grado di padroneggiare gli spazi in bianco. Quando sei concentrata, la tua mano è perfetta. Ma quando salti da una parola all’altra, si perde. […] rimase in silenzio- quel silenzio che è lo spazio in bianco fra le parole.”
L’unica soluzione e cercare il modo migliore per riempire quegli spazi in bianco, perché solo così tutto potrà mai avere un senso. Perché se anche quello spazio fosse sostituito con un silenzio, sarebbe accompagnato da gesti, da sguardi che compensano le parole mancati in quel frangente.
 

1 commenti:

lillo ha detto...

se c'è una cosa che ci hanno insegnato i maestri del disegno a china dell'antica cina è che il vuoto ci parla più della forma ;)

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